⌈ PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE. SPOLETO
⌊ Domenica 20 Novembre 2011. Ore 12:00
COLLEZIONE COLLICOLA - MUSEO CARANDENTE |
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| Sol Lewitt | ||
A cura di Gianluca Marziani
Il rinnovato progetto di Palazzo Collicola Arti Visive cresce su fondamenta solide, lungo radici mai statiche che parlano dell’arte italiana nella seconda metà del Novecento, di scultori ormai leggendari ma anche di artisti territoriali che hanno alimentato la coscienza culturale di Spoleto. Le fondamenta di questo museo riguardano la sua COLLEZIONE, un patrimonio che Giovanni Carandente ha costruito con dedizione e passione, documentando le vicende artistiche spoletine, i grandi sogni progettuali (“Sculture nella città”), gli appuntamenti fissi (Premio Spoleto, Festival dei Due Mondi), il Gruppo di Spoleto, le ricerche dei maestri italiani ed internazionali, fino al legame speciale con Leoncillo Leonardi, il più importante tra gli artisti di Spoleto, colui che inventò il Premio Spoleto e contribuì alla maturazione culturale della città. Era necessario ripartire da qui, dai pregi filologici del patrimonio, dalle sue peculiarità iconografiche, dai connubi privati che sono diventati la coscienza storica del progetto e delle sue necessarie evoluzioni. Su tali basi, convinti che una collezione contemporanea segua lo spirito del presente, dovevamo plasmarne l’assetto espositivo, creando allestimenti più rigorosi, lasciando maggior respiro tra le opere, invitando il pubblico ad una nuova empatia, ad un viaggio emozionante e sensoriale, ad una narrazione tematica tra memoria e futuro. La collezione di Palazzo Collicola sarà un patrimonio fluido che si muoverà nel tempo come un organismo vivo. Manterrà alcune linee perimetrali (Alexander Calder, Leoncillo, “Sculture nella città”, Premio Spoleto, Gruppo di Spoleto, Sol LeWitt…) che del museo restano la voce più ampia e la memoria più significativa. Attorno ai perimetri fondativi ci saranno alcune stanze dalla natura mutante, camere che cambieranno aspetto nell’arco delle stagioni, che inviteranno il pubblico a rivedere le nuove assonanze tra opere, stanze dove confrontarsi con la natura biologica, mai statica di una collezione contemporanea. La COLLEZIONE COLLICOLA affronterà negli anni varie tematiche ispirative, mantenendo un denominatore comune: scegliere argomenti che colleghino le origini della collezione alle virtù (e ai molti vizi) del mondo attuale. I sette temi di “Azioni & Rivelazioni” indicano da subito il DNA del progetto, l’equilibrio tra lascito e rinnovamento, la natura emotiva e concettuale della nuova direzione. Un approccio selettivo che partirà sempre dalle radici, dalla fluidità ispirativa del patrimonio disponibile. Ma che non si fermerà alla pura memoria conservativa: al contrario, si cercheranno i molteplici spazi reali in cui il passato plasma le direzioni polifoniche del presente. Daremo finalmente luce a molte opere che giacevano nei magazzini, creeremo alternanza installativa, cercheremo altri spazi in città per mostrare lavori che altrimenti giacerebbero nei depositi, approfondiremo alcuni artisti che operano da decenni sul territorio umbro. E, ovviamente, aggiungeremo nuove opere, ampliando il patrimonio storico ma, soprattutto, portando il raggio della collezione sulle geografie del nuovo millennio. |
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| Leoncillo Leonardi | ||
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VOLUME UNO / AZIONI & RIVELAZIONI SALA 1: si inizia dal ritratto che Alexander Calder fece a Giovanni Carandente. Una scultura aerea di sinuosa poesia plastica, un omaggio al grande storico dell’arte che apre il palcoscenico della collezione sul mondo di Calder, sulla genesi del “Teodelapio”, su alcuni preziosi aspetti del maestro americano. SALA 2, SALA 3 e INTERMEZZO ci portano nei momenti cruciali della cultura visiva a Spoleto, nel suo passato illustre, negli eventi espositivi (“Sculture nella città”, Gruppo di Spoleto, Premio Spoleto) che hanno visto il contributo centrale di Carandente e di altri eccellenti critici e storici dell’arte. SALA 4 e SALA 5 sono le prime sale completamente riallestite: “L’Emozione del Colore” e “Il Teatro della Vita” individuano due tematiche che, fin dagli anni Cinquanta, hanno aperto l’opera alla tensione del rinnovamento morale, della vitalità urbana, del progresso e del cambiamento nei costumi sociali. SALA 6, SALA 7, SALA 8 e SALA VERDE mantengono l’attenzione esclusiva su Leoncillo, il grande scultore di cui Palazzo Collicola detiene un patrimonio di rara bellezza. In una delle sale, conservando la raffinatezza del precedente allestimento, si vedranno due opere di Marisa Busanel, artista di spessore e compagna di Leoncillo. SALA 9, ideale snodo cardiaco della collezione, introduce agli elementi iconografici che caratterizzano lo spirito semantico della collezione. “Segni, Impronte, Matrici, Nuclei, Segnali” chiama in causa l’attitudine informale degli anni Cinquanta, le astrazioni geometriche e razionaliste, gli astrattismi più organici ma anche i segnali pop degli anni Sessanta. Lo spirito avanguardistico dei decenni passati si condensa in una sala di vertigini minimali, frammenti aperti, elementi essenziali, codici multipli. SALA 10 indaga alcune chiavi espressive per ricavarne lo spirito simbolico, le energie evocative, le metafore e le allegorie dietro la natura plastica dei materiali. “La Mistica della Forma” porta lo sguardo oltre l’ovvietà di certi archetipi, nel mistero silenzioso in cui l’arte alimenta i suoi incoraggianti interrogativi. SALA 11 racconta “Artifici e Nature”, un legame dialettico che spesso ritroviamo nell’arte recente. Quel rapporto tra natura reale e artificiale, cresciuto figurativamente negli anni Sessanta, sublimato dalle analisi concettuali del decennio successivo, si è evoluto fino all’ecologismo dei nostri giorni, alla sensibilità scientifica che diversi artisti ricercano in modo ormai costante. SALA 12 parla di “Simboli catartici”, di archetipi dal sangue caldissimo, di oggetti e dettagli dallo spirito militante, magnetico, catalizzante. Anche qui il passato mostra la sua faccia futuribile, la sua lezione morale con cui superare le ideologie e indicare l’utilità della giusta memoria. SALA 13 ci introduce nelle complesse “Geometrie Mentali”, in uno spazio impalpabile e fluttuante dell’immagine contemporanea. Qui l’opera inventa archetipi sospesi, evoca il cosmo e gli spazi astrali, tessendo alchimie oltre la pura astrazione, oltre la vertigine del realismo. SALA 14 e SALA 15 raccontano Sol LeWitt, minimalista americano, uno dei nomi più importanti di questa collezione: assieme alla stanza realizzata nel 2000, si aggiunge oggi un’altra sala con una selezione di opere significative. |
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