⌈ PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE. SPOLETO
⌊ Domenica 20 Novembre 2011. Ore 12:00
Palazzo Collicola conferma la sua attitudine recettiva verso le nuove dimensioni figurative. Non è un caso che il ciclo di acquisizioni permanenti stia indagando ulteriori modalità collezionistiche, inserendo opere murali che diventano parte integrante della struttura museale. |
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COLLICOLA ON THE WALL |
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ALBERTO DI FABIO "Paesaggi delle mente"
In concomitanza con l’apertura di “Oasi Collicola”, il museo presenta un lavoro murale di Alberto Di Fabio. Si tratta della quarta acquisizione su una delle pareti di Palazzo Collicola, a sottolineare una qualità di intervento da muro che supera i confini della street art per ritrovare memorie rinascimentali e aprirsi ad autori con fisionomie eterogenee. Di Fabio indaga gli estremi del creato (dal micromondo cellulare al macromondo delle stelle) attraverso una pittura di raffinata costruzione, immaginifica nel suo spirito ma scientifica negli approcci. Un dipingere sul confine tra figurazione e astrattismi, vicino ai temi scottanti del Pianeta in pericolo, alla cultura ecologista, alle relazioni tra corpo e inquinamento. I paesaggi della mente nascono da qui… Scrive Gianluca Marziani: “Gli occhi di Alberto Di Fabio sono quelli di un viaggiatore subliminale che mette Uomo ed Ecosistema al centro dello sguardo. Micro e macro si intrecciano così in un’estasi dello spirito visuale: dal micromondo cellulare alle montagne himalaiane, dalle catene di DNA ai minerali ed altri organismi reali, il viaggio negli opposti indica l’umanità come equilibratore necessario, vera bilancia in un’analisi morale tra le più attuali e “utili” della recente pittura. I colori appaiono squillanti e magicamente vivi, fatti di contrasti e scale armoniche, variazioni tonali e accostamenti sorprendenti. Come una concatenazione cellulare, i pezzi tendono a comporsi nello spazio secondo rigorosi allestimenti geometrici. Altre volte vivono da soli su formati più distesi, confermando la duttilità di uno sguardo che ribalta i confini dell’astrazione e della pittura in genere. Nulla è così vero, così tangibile, così figurativo come i suoi soggetti dipinti. Eppure ti avvolge la sensazione balsamica del puro ritmo cromatico, della musica per gli occhi, del flusso armonioso in cui perdersi per ritrovarsi…”. |
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SANTIAGO MORILLA "The Renewal Mold" a cura di Giorgio Galotti L’apporto che Santiago Morilla (Madrid, 1973) ha voluto dare alla nuova era di Palazzo Collicola si sviscera in una struttura antropomorfa progettata appositamente per una parete esterna del Museo. L’elaborazione dell’opera intitolata “The renewal mold (La rigenerazione della muffa)” parte proprio dalla conformazione del muro composto di una nicchia, che per sua natura è atta ad accogliere oggetti tridimensionali, statue o sculture, riparandole dagli agenti atmosferici diretti, e utilizzata qui dall’artista come utero da cui far diffondere figure scomposte imprigionate nelle loro stesse viscere. L’interazione tra il disegno, il suo concetto e la superficie, risulta essere per Santiago Morilla il punto di partenza su cui sviluppare l’opera, intesa come nuovo humus del Museo, nuova forma di vita che si dipana dal suo nido verso l’esterno, generando una forma vitale pronta a dilatarsi nel tempo come una materia organica, come un fungo che attecchisce lentamente all’intonaco del muro, nutrendosi dei cambiamenti climatici e celebrando giorno dopo giorno la sua crescita. Le figure con sembianze umane riportate all’interno di questo lavoro riconducono all’Inferno dantesco, al girone dei golosi, corpi ammassati l’uno sull’altro, costretti a cibarsi della stessa terra sulla quale hanno commesso il loro peccato capitale o al girone degli avari condannati a spingere massi in semicerchio in punti diametralmente opposti, vincolati ad essi eternamente con tutte le parti del proprio corpo. |
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*Conclusa (20 Giugno - 15 Ottobre 2010 / Ex Chiesa Ss. Giovanni e Paolo) -STEN- & LEX A cura di Maria Letizia Bixio e Davide Giannella
-sten- & Lex sono i pionieri dello “Stencil Graffiti” in Italia. Iniziano l'attività a Roma nel 2001. I primi stencil raffigurano icone di b-movies, come gran parte della tradizione della Stencil Art, ma la ricerca li porterà presto a raffigurare volti anonimi di studenti ripresi dagli annuari dei college degli anni ‘60 e ’70, allontanandosi sempre più dal classico immaginario Pop. Un filone parallelo è quello delle stampe e delle incisioni: Sten e Lex riprendono dettagli di francobolli, banconote ed illustrazioni del passato, come quelle di Gustave Dorè, le rendono monumentali, dipingendo su poster di grande formato (dai 4 ai 6 Le immagini che oggi propongono riguardano ritratti personali a partire da foto scattate da loro stessi; l’utilizzo della mezza-tinta fa sembrare i loro lavori simili a stampe ed incisioni del passato. Gran parte della produzione recente riguarda poster dipinti a mano su carta velina. La produzione dell’ultimo periodo, in strada come in galleria, è una summa del loro percorso decennale. Ora realizzano stencil intagliati su carta, matrici di stencil, e attaccano al muro la matrice stessa, fonte della stampa. Si tratta di un poster/stencil che è per forza di cose copia unica in quanto è la matrice stessa ad essere esposta ed utilizzata per un'unica volta. Il loro merito, riguardo la tecnica dello stencil, è stato riconosciuto da Banksy, che li ha invitati al Can’s Festival di Londra. In quell’occasione la “Santa” di Sten & Lex è stata dipinta vicino al “Buddha” di Banksy. Le loro opere sono state esposte in importanti musei: nel 2009 al Museo Madre di Napoli (Urban Superstar Show) e nel 2008 all’Auditorium di Roma (Scala Mercalli), ancora nel 2008 hanno partecipato insieme a Blek Le Rat, DFace, Dolk, Chris Stain ed Herakut al più importante festival di street art europea: il Nuart Festival. I loro stencil, poster e dipinti murari sono presenti in ogni parte di Roma, nelle principali città italiane ed europee. |
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