DISEGNI

Giuseppe Penone

Spoleto, Palazzo Collicola, 26 giugno – 26 settembre 2021

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Giuseppe Penone

(Garessio, 1947), è un artista che ha fatto parte del movimento dell’Arte Povera fin dal 1968. Nel 1969 inizia a realizzare opere scolpendo direttamente nel legno i suoi primi alberi, che da quel momento in poi diventano la sigla formale e poetica caratteristica del suo lavoro.

Sue importanti personali sono state realizzate presso il Kunstmuseum di Lucerna (1977), lo Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), la National Gallery of Canada, Ottawa e il Museum of Contemporary Art di Chicago (1983), il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi (1984), il Musée Rodin di Parigi (1988), Henry Moore Sculpture Trust di Halifax (1989), il Castello di Rivoli di Torino (1991), il Centre Pompidou di Parigi (2004), il MAMBO di Bologna (2008), Villa Medici a Roma (2008), il MACS di Grand-Hornu (2010), la Reggia di Versailles (2013), il Giardino di Boboli e il Forte di Belvedere di Firenze (2014), il MART di Rovereto (2016).

Numerose sono le partecipazioni a importanti rassegne internazionali, tra cui DOCUMENTA di Kassel, la Biennale di Venezia, Skulptüre Project di Münster o a mostre collettive come Natural Order, Tate Gallery, Liverpool (1992), The Italian Metamorphosis al Solomon Guggenheim di New York (1994), Zero to Infinity: Arte Povera 1962-1971 alla Tate Modern di Londra (2001), The Last Picture Show: Artists Using Photography 1960-1982 al Walker Art Center di Minneapolis (2003), Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione 1968-2008 a Palazzo Grassi, Venezia (2009), The Worlds Belong to You, Palazzo Grassi, Venezia (2011), Among the Trees, Hayward Gallery, Londra (2020).

Nel 1989 è stato tra i finalisti del prestigioso Turner Prize di Londra, assieme a Lucien Freud, Paula Rego e Richard Long, mentre nel 2014 è stato insignito del Premium Imperiale del Giappone.

Nel 2016, una sua installazione è tra le prime opere che entrano a far parte della collezione permanente del Louvre di Abu Dhabi, mentre nel 2017 espone un nutrito corpo di opere presso il Palazzo della Civiltà e del Lavoro a Roma, installando permanentemente grazie alla Maison Fendi un suo grande albero di bronzo proprio di fronte la sede dell’azienda in Largo Goldoni a Roma.

Nel 2021 ha presentato un'installazione alla Biennale d'Architettura di Venezia e installato in Piazza della Signoria a Firenze la scultura Abete, con la donazione di un disegno al Museo degli Uffizi (2021)

Giuseppe Penone - DISEGNI

Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci

Nelle sale interne della Galleria d’Arte Moderna di Spoleto (il vero e proprio cuore della collezione) è stata pensata assieme all’artista una mostra, a cura di Marco Tonelli (Direttore di Palazzo Collicola), che delinea il pensiero visivo di Giuseppe Penone non solo rispetto all’iconografia dell’albero, ma anche in rapporto alla scrittura, al disegno come mezzo espressivo autonomo, al pensare la scultura come specchio del sé, di autoritratto, di progetto esistenziale. E se il disegno è la matrice originaria della creazione artistica, è proprio da qui che si è voluta impostare la mostra: da una serie di opere su carta, spesso arricchite di appunti e scritture, realizzate nel corso dei decenni, alcune come progetto di sculture, altre come possibili ispirazioni, altre ancora come opere concluse in sé.

Dai primi disegni del ciclo Alpi Marittime (1967) ai Soffi (1977-1978) e ai Gesti vegetali (1980), dalle Anatomie (1991) ai Cristalli (1993), dalle Impronte del disegno (1995 e 2001) alla serie Corpo di Pietra-Le Foglie della pelle (2014), più un nucleo di fotografie di boschi, specchi d’acqua e rami scattate dall’artista nel 1976, la poetica di Penone viene osservata nella sua intimità, al nascere stesso dell’ispirazione.

Una mostra del genere, dedicata esclusivamente al disegno, è la prima realizzata da Penone in Italia, dopo quella del Drawing Center di New York nel 2007.

Lo spunto di questa mostra è nato da una considerazione: Palazzo Collicola conserva circa quaranta opere (tra sculture e disegni) dello scultore spoletino per eccellenza, Leoncillo (1915-1968), che ha elaborato molte delle sue sculture e alcuni disegni proprio a partire dalla figura dell’albero umanizzato come metafora di sofferenze e sentimenti, di cui scrisse molto nel suo Piccolo diario: “Perché faccio un albero? Perché sono io un albero. E allora tanto vale l’essere io un albero”.

A questo si potrebbero contrapporre le riflessioni di Penone, tratte dai suoi numerosi scritti di poetica: “Un albero è già in sé una scultura straordinaria, un’entità viva la quale racchiude in sé il ricordo della propria struttura e della propria forma”. Le opere esposte vogliono proprio testimoniare un’equivalenza metaforica tra idea e disegno.

La mostra, promossa dal Festival Dei Due Mondi, si inserisce idealmente nella tradizione di esposizioni di disegni di grandi artisti moderni e contemporanei, come fu per Disegni americani del MoMA (1961), Disegni italiani moderni (1962), Willem de Kooning: disegni (1969), James Ensor. Disegni e Acqueforti (1981), Balthus: disegni e acquerelli (1982), che si tennero a Spoleto proprio nell’ambito del Festival.

Il progetto editoriale sarà prodotto e realizzato dalla casa editrice Magonza. Testi in catalogo: saggio introduttivo di Marco Tonelli, intervista all’artista di Francesco Guzzetti, apparati e schede di Davide Silvioli.

Palazzo Collicola

Contatti

Piazza Collicola 
06049 - Spoleto (Pg)
www.palazzocollicola.it

Info biglietteria/bookshop

Galleria d'Arte Moderna  
Giovanni Carandente
Spoleto

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